




L’attività è stata svolta nell’ambito del progetto di ricerca LANDAM – “Le occlusioni d’alveo per frana (Landslide Dams): caratterizzazione, previsione e gestione dell’emergenza”, inserito nel Partenariato Esteso RETURN – SPOKE 2 e finanziato dal PNRR – Missione 4 “Istruzione e Ricerca”, Componente 2, Investimento 1.3 (NextGenerationEU). Il lavoro è stato condotto per il Dipartimento di Scienze dell’Università degli Studi “G. d’Annunzio” di Chieti-Pescara, sotto il coordinamento scientifico del Prof. Nicola Sciarra.
Lo studio ha riguardato lo sviluppo e l’applicazione di una metodologia di modellazione idraulica bidimensionale (2D) per l’analisi delle onde di piena generate dal collasso di sbarramenti naturali da frana (natural dam break), basata su dati topografici LiDAR ad alta risoluzione, cartografia tecnica e uso del suolo, e su simulazioni numeriche in HEC-RAS 2D. L’approccio è stato applicato a un caso di studio sul fiume Liri (Morino, AQ), considerando diversi scenari di invaso e di deflusso.
I risultati prodotti comprendono la stima quantitativa delle principali grandezze idrauliche di interesse operativo, quali portate di picco, tiranti idrici, velocità di propagazione e tempi di arrivo dell’onda di piena, calcolate lungo sezioni di controllo rappresentative e restituite tramite mappe tematiche e indicatori sintetici. Tali output consentono una lettura immediata degli effetti a valle associati al collasso dello sbarramento naturale e forniscono un supporto diretto alla valutazione degli scenari di pericolosità.
Lo studio ha inoltre portato alla definizione di una procedura strutturata e replicabile, organizzata come guida operativa passo-passo, per l’impostazione e l’utilizzo di modelli idraulici 2D finalizzati all’analisi di scenari di landslide dam break e al supporto delle attività di pianificazione e gestione dell’emergenza.



